CEMP, la mobilità del futuro secondo Dell’Orto

Cabiate, 15 novembre 2020 – CEMP, la mobilità del futuro secondo Dell'Orto

Grazie a CEMP, un innovativo progetto lombardo la mobilità su due ruote diventa ancora più green, smart e sicura.

La mobilità del futuro? Elettrica, connessa, sicura e… lombarda

L’emergenza sanitaria ha cambiato tutto, anche il modo in cui ci si muove nei centri urbani. Il tema della mobilità è oggi al centro di un acceso dibattito, fulcro di questioni di grande attualità che spaziano dalla sicurezza all’inquinamento. In questo delicato periodo storico, il mercato delle due ruote ha visto un aumento delle vendite, di contro quello delle autovetture ha registrato una fase di stallo. Perché? Perché muoversi in scooter in città vuole dire libertà e praticità.

Sono proprio gli scooter e i mezzi “leggeri” a due, tre e quattro ruote i protagonisti di CEMP (Connected Electric Modular Powertrain), un progetto che nasce dalla competenza di Dell’Orto SpA (capofila), Energica Motor Company SpA, Octo Telematics SpA e Università di Modena e Reggio Emilia. La condivisione delle conoscenze e delle esperienze dei quattro partner in un hub-fucina di idee ha decretato il successo di CEMP come uno dei vincitori del “bando Call Hub Ricerca e Innovazione”: potrà quindi contare su un finanziamento da parte dell’Assessorato Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione di Regione Lombardia dell’ammontare di 2.730.183,58 euro (su un valore totale stimato in 6.444.282,36 euro), a valere su fondi POR-FESR 2014-20.

“CEMP – spiega l’ing. Paolo ColomboInnovation Manager di Dell’Orto SpA – si articola attorno a un sistema di propulsione elettrico a cui si associano caratteristiche di connettività e di assistenza alla guida per veicoli di piccola taglia, quindi quei veicoli che sono particolarmente idonei per la mobilità sostenibile nei centri urbani. Stiamo parlando di una propulsione elettrica in bassa tensione che non richiede delle infrastrutture di ricarica specifiche, ma può essere ricaricato tramite una normale presa domestica. Questo sistema di propulsione si presta a essere adottato sulle minicar, sugli scooter, su mezzi privati ma si rivolge anche al mondo delle consegne a domicilio, dei piccoli trasporti e dello sharing. La connettività è data da un modulo che integra informazioni relative alla geolocalizzazione del veicolo e ai movimenti che lo stesso effettua. In questo modo è possibile implementare soluzioni di antifurto, localizzazione, trasmissione della posizione (utile per esempio ai gestori di flotte di sharing o di delivery). Il fatto che il veicolo sia connesso permette di estrapolare tutta una serie di informazioni, come il livello di manutenzione e lo stato del mezzo, a tutto vantaggio della sicurezza nell’uso. Informazioni utili anche alle assicurazioni, visto che il prodotto lavora esattamente come una scatola nera. Dati che possono servire alle amministrazioni locali per monitorare i flussi di traffico, gli stili di guida, capire quali sono le aree sature, le zone che hanno bisogno di infrastrutture.”

“Sul fronte della sicurezza – prosegue l’ing. Colombo – il progetto prevede l’implementazione di una parte dedicata all’assistenza alla guida, dove verrà inserito l’avviso di frenata di emergenza. Il veicolo sarà quindi in grado di riconoscere lo scenario in cui si trova e capire se sta per avvenire un impatto con un veicolo, un pedone, una bicicletta ecc. e lanciare un messaggio di allarme al guidatore in modo tale da dargli la possibilità di frenare in tempo. Non solo, grazie alla connettività in caso di emergenza il sistema sarà in grado di effettuare una chiamata di servizio. C’è inoltre la possibilità di rilevare i punti ciechi degli specchietti retrovisori e verrà inserito un limitatore di velocità intelligente basato sul cosiddetto geo-fencing, particolarmente utile in quei tratti di strada soggetti a limiti di velocità particolari, come avviene nei pressi delle scuole.”

“Quando parliamo di sostenibilità – chiarisce l’ing. Colombo – è bene ricordare che la sostenibilità non è solo ambientale ma anche economica e sociale e il nostro progetto risponde a tutti questi requisiti. Sostenibilità ambientale perché ci occupiamo di mobilità elettrica. Sostenibilità sociale per via delle innovazioni previste a tutela della sicurezza. Sostenibilità economica dal momento che su questi piccoli veicoli si possono adottare delle soluzioni che sono alla portata del grande pubblico a prezzi accessibili.”

“Il bando di Regione Lombardia - sottolinea l’ing. Colombo - è stato il catalizzatore che ci ha consentito di sviluppare la ricerca nel mondo della mobilità a emissioni zero con un approccio a 360 gradi. Grazie al bando siamo infatti riusciti a mettere insieme l’expertise di Dell’Orto con quello di OCTO, Energica e dell’Università di Modena Reggio Emilia, realtà eterogenee dove ognuno ha delle competenze specifiche che prese singolarmente hanno un valore ma che combinate assieme riescono a creare un insieme vincente perché ogni specificità va a supportare efficacemente le altre.”

“Quando pensiamo a CEMP – conclude l’ing. Colombo - pensiamo in realtà a un veicolo che diventa un sensore della mobilità, strumento al servizio di strade “intelligenti”, progettate sulla base delle informazioni acquisite attraverso i mezzi, in modo tale che l’intera collettività ne possa trarre vantaggio. Il nostro obiettivo è che possa diventare un sistema di massa, dove i dati sui movimenti delle persone possano essere elaborati per migliorare la gestione delle risorse urbane e la vita di chi si muove in città. Si tratta di un progetto fortemente calato sul territorio, ma con un respiro decisamente internazionale.”

Fonte affariitaliani.it